Pubblichiamo, non senza esitazione, lo strano documento inoltratoci da ignoto proprio in queste ore. La lettera ci è stata recapitata, in busta chiusa, da sotto la porta d’ingresso del nostro giornale, con preghiera di pubblicazione. I contenuti a dir poco enigmatici del comunicato (e più ancora le anomale modalità di consegna) non hanno mancato di solleticare la nostra curiosità.
Ritenendolo un utile servizio (come pure lo è, ci auguriamo, ogni altra nostra pubblicazione), abbiamo convenuto di divulgarlo al vasto pubblico dei lettori, integralmente e senza manomissioni di sorta.
Segue, in corsivo, il comunicato.
La pulce è un animaletto di ridotte dimensioni, un insetto attero che si fa largo fra la pelliccia di alcuni mammiferi (generalmente cani, gatti e umani) per alimentarsi del loro sangue.
Il suo morso è doloroso e pruriginoso. Possiede un esoscheletro e zampe robusti; le anteriori, soprattutto, la dotano di un superpotere che non ha eguali sulla Terra: la pulce, infatti, può saltare fino a cento volte la propria lunghezza.
Le pulci sono anche importanti vettori di virus e batteri collegati a malattie spesso letali, come la peste bubbonica e il tifo. La loro vita è breve, ma le femmine depongono in media fra quindici e venti uova al giorno.
La pulce non vola, è piccola di statura e vive poco, ma è robusta, prodigiosa nel salto e assale l’ospite di soppiatto, silenziosa come un ninja; lo punge e lo dissangua, lasciandolo in preda a un prurito insopportabile, e poi, qualche volta, gli trasmette malattie mortali.
Io sono come la pulce: piccola e silenziosa; pungo il mio nemico con la punta della penna; ne succhio via il sangue, lo sfinisco, lo infetto e dopo salto via, lontano più che si può, lieve e imprendibile.
La pulce non vola, è piccola di statura e vive poco, conta nulla o quasi niente, ma se ci tieni alla vita… spera solo di non averla addosso. Ancor più, se questa è nata e vive a Catania.
Seguiranno, è certo, altri comunicati.
Firmato,
La pulce catanese
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